
Sadako Sasaki aveva appena due anni quando venne sbalzata fuori dalla sua stanza, a 1,7 km di distanza esatti da punto in cui "Little Boy" sganciò la sua distruzione su Hiroshima.
All'inizio, sembrò che la bambina non avesse riportato danni particolari, e la vita, in Giappone riprese a scorrere per tutti, dopo la fine della guerra.
Era il 2 settembre 1946.
Sadako intanto crebbe esile ma forte, diventando una delle ragazzine più agili del suo corso, alle elementari di Nabori-cho, il suo quartiere.
Sulla pista d'erba della scuola, finì per essere la più veloce di tutte, non perdendo mai una gara. Nell'autunno del 1954 però, iniziò a manifestarsi il primo segno di ciò che sembrava averla risparmiata fino a quel momento.
Il male apparì sotto forma di un fastidioso gonfiore al collo, che dopo qualche mese si estese anche alla faccia, gonfiandole molto la mascella.
Il 18 febbraio del '55 ci fu la diagnosi: leucemia. Il 21 dello stesso mese, il ricovero presso l'Ospedale della Croce Rossa. Lei non poteva saperlo, ma le sarebbe rimasto solo un anno da vivere. La leucemia ha i suoi alti e bassi, nella malattia, così, quando Sadako si sentiva meglio, le permettevano di rientrare a casa nei fine settimana. Indossava il suo kimono bianco da bambina, andando via felice.
Fu la sua migliore amica, in ospedale, a regalarle il suo primo origami, raccontandole un'antica leggenda giapponese. I kami avrebbero avverato il desiderio di chiunque fosse riuscito a realizzare 1000 origami di carta a forma di gru.
Il desiderio di Sadako di tornare a casa guarita, prese forma nelle pieghe di quelle gru che pazientemente e ostinatamente prese a realizzare.
Passò quattordici mesi in ospedale, fermando le sue mani dopo 644 gru. Sadako morì il 25 ottobre 1955. Aveva soltanto 12 anni.
Un'altra versione della storia, che è già leggenda, dice che il resto delle gru che mancavano a Sadako, vennero completate dai suoi amici e compagni di scuola
e che vennero sepolte insieme con lei.
Oggi Sadako si trova nel Parco della Pace di Hiroshima, con le mani tese, che sorregge una gru di carta. Grazie ai suoi compagni di classe e alle donazioni raccolte in tutto il Giappone, nel 1958 venne eretta questa statua di granito alla cui base l'iscrizione dice: Questo è il nostro grido: Questa è la nostra preghiera. Pace nel mondo.